martedì 8 settembre 2015

Progettare un sito web utilizzando lo Storytelling

La pratica dello storytelling viene largamente impiegata in ambito commerciale.
Uno strumento, tra i più efficaci, per farsi pubblicità è il mondo di internet, difatti, ormai ogni impresa ha un suo sito web sul quale sponsorizza i propri prodotti e pubblica le ultime novità. Ma come creare un sito veramente funzionale?

STORYTELLING WEB DESINING
Il primo punto per la riuscita di un ottimo storytelling applicato ad un sito web è costituito dal chiedersi per chi si vuole scrivere, cioè se il sito è dedicato a clienti, dipendenti, soci ed ancora… vogliamo che essi interagiscano, che visualizzino i nostri prodotti, vogliamo convincerli di qualcosa?
 Una volta chiarito questo punto è il momento di progettare il nostro sito.
Occorre strutturare in maniera tale che il flusso di informazioni risulti simile ad una storia e coincida con la sua “trama”.
Ecco alcuni approcci di layout grafico:
·        Il punto di vista individuale: è usato da molte aziende per creare un clima di trasparenza e di condivisione per il cliente o trasmettere l’identità di impresa. Questo tipo di layout è tipico di siti che utilizzano immagini e video di luoghi e soprattutto di persone, clienti o dipendenti, che narrano dell’azienda. Tutto ciò è necessario per coinvolgere le persone ed incuriosirle in modo tale da farle andare avanti e continuare a leggere il nostro sito.
·        Un altro modo semplice e molto efficace è quello di affidare al nostro marchio una mascotte e inserire video, foto e testo che la veda come protagonista per coinvolgere al meglio il pubblico ed invogliarlo negli acquisti.
·        Video interattivi che hanno come protagonista il marchio o l’azienda sono un metodo originale per coinvolgere gli spettatori ed indirizzarli verso l’acquisto del nostro prodotto.
·        Ultimamente, alcune aziende creano sezioni all’interno dei loro siti dove i clienti possono caricare video o foto, sponsorizzando così da soli il prodotto e creando un clima più amichevole e accogliente all’interno del sito.
·        Infine l’importanza delle pagine “chi siamo” che all’inizio del sito servono a familiarizzare col cliente raccontando una storia sulla fondazione dell’azienda, sul suo valore, sulla sua dedizione e sull’amicizia.

Varie risultano, infatti, le dinamiche che ci sono dietro allo storytelling web desining e queste indicazioni possono fornire alcuni spunti.
Will Sferrati

venerdì 14 agosto 2015

STORYTELLING PROMOZIONALE: la storia di Sylvia ed Alex

“Sylvia, diplomata in scienze idrauliche, come ogni anno, raggiunge in auto la nonna che gestisce una panetteria, punto di riferimento per tutto il piccolo paesino.
Alex, agricoltore per tradizione, lavora con metodi innovativi per produrre dell’ottimo frumento di qualità, vicino al piccolo paese.
Silvya raggiunge l’abitazione della nonna e, questa volta, quest’ultima decide di affidarle la gestione del locale, stanca di dover lavorare, consegnandole un grembiule ed un vecchio libro di ricette.
Sylvia, stupefatta, accetta la sfida imprenditoriale e, subito, si mette a lavoro, svolge ricerche, legge ricette, ma niente da fare, non riesce a emulare la mano esperta della nonna, tanto che, la panetteria, perde la sua affezionata clientela.
Alex, che è il fornitore di grano del panificio, si propone di aiutarla, ma Sylvia rifiuta orgogliosamente.
Un violento nubifragio però, che imperversa sul piccolo paesino, cambia la situazione.  Lei, che era diplomata in scienze idrauliche, organizza una conferenza per allertare  i cittadini riguardo il pericolo che l’unico ponte, che collega il paesino con la strada che porta alla città più vicina, potrebbe crollare.
I cambiamenti climatici sono l’argomento che la ricercatrice studia da anni e, proprio grazie al temporale, inizia la collaborazione tra Sylvia ed Alex: i due infatti cercano di arginare le inondazioni, con l’aiuto degli abitanti del paesino, per metterlo in sicurezza.
Finalmente, dopo un po’ di giorni, il sole torna a splendere, l’allarme meteo cessa e Sylvia può tornare alla panetteria, ma questa volta aiutata da Alex, che le porta la migliore farina in circolazione e le dà indicazioni e consigli su come preparare il pane al meglio.

Dopo tutto, non si tratta solo di mescolare tra loro gli ingredienti, ma anche due aspetti opposti: la tradizione e l’innovazione”.
ponte
Ponte

Potreste pensare alla trama di un film, ma in realtà, si tratta di un cartone animato intitolato “The Golden Ear”, scelto dall’Unione Europea come attrazione al padiglione Expo 2015, per sensibilizzare gli spettatori in merito ad un argomento delicato, come quello dell’ambiente.
Il filo conduttore, come avete visto, è il pane, questo, perché l’intero evento dell’Expo è basato sul problema della disponibilità delle risorse sul nostro pianeta.
Ho scelto volutamente questa storia per illustrarvi un classico esempio di storytelling applicato ad una campagna di sensibilizzazione, piuttosto che ad una di promozione.

Se questo post ti è stato utile per comprendere al meglio cosa si intende quando si parla di storytelling applicato ad una campagna di sensibilizzazione, condividilo; se invece hai ancora altri esempi di storytelling, lasciali come commento, saremo felici di approfondire.
William Sferrati

martedì 14 luglio 2015

Come impostare la scrittura dello Storytelling

Se credete che fare dello storytelling sia roba per tutti vi sbagliate di grosso!!!
In realtà lo storytelling è una vera e propria arte, perché è molto difficile coinvolgere sentimentalmente il pubblico senza farlo annoiare.

Ma come si scrive lo storytelling?
Lo storytelling, per dirsi davvero efficace, deve servirsi di diversi punti ben definiti, da rispettare:
  •   Emozione: si devono usare argomenti che coinvolgano sentimentalmente il pubblico come ad esempio problemi, soluzioni, rivelazioni…
  •   Relazione: per una buona riuscita dello storytelling è necessario far sì che l’ascoltatore si immedesimi nel personaggio protagonista ed entri in empatia con esso.
  •     Fiducia: fare il possibile per guadagnarsi la fiducia del lettore.
  •    Semplicità: più una storia è semplice e più è d’impatto. Si devono ridurre al minimo i tempi, i personaggi ed i luoghi a quelli strettamente necessari.
  •      Personale: si possono indicare alcuni riferimenti alla morale della storia ma questa deve essere ricavata necessariamente dall’ascoltatore.
  •      Immersione: se il pubblico si immerge completamente nel racconto si è svolto a pieno il lavoro di storyteller.
  •   Familiare: le storie devono avere una struttura standard, ben conosciuta dall’ascoltatore, in modo tale da permettergli di inquadrare facilmente lo sviluppo.

È tutto così semplice?
Naturalmente no! Dietro alla creazione di uno storytelling vi sono team altamente specializzati e preparati, che si dedicano al meglio al lavoro di “coinvolgimento emotivo”.
Questo, per dire, che fare dello storytelling non è poi così semplice come sembra anzi, come tutte le cose che all’inizio sembrano semplici, in realtà si rivela, in un secondo momento, essere molto complesso.
Autore: Will Sferrati
 
scrittura storytelling
Impostazioni di Scrittura



giovedì 9 luglio 2015

Cos’è lo storytelling?

Negli ultimi tempi lo storytelling è balzato all’attenzione dei più, tutti ne parlano e tutti lo utilizzano…ma che cos’è lo storytelling?
Il termine storytelling deriva dall’inglese e significa letteralmente raccontare una storia al fine di sensibilizzare le persone su un certo argomento, invogliarle negli acquisti, quindi può essere applicato in ambito pubblicitario, o semplicemente informarle su una particolare situazione.
Le numerose pubblicità di solidarietà che compaiono oggi sui nostri schermi, sono un buon esempio di applicazione. Spesso, infatti, per sensibilizzare su situazioni di indigenza e di povertà, si usa fare dello storytelling, ovvero, raccontare cosa la persona si trova a vivere in una particolare situazione.
Lo storytelling funziona così bene?
storytelling
A quanto pare, sì! Tutto sta nel rendere l’ascoltatore partecipe, incuriosirlo ed emozionarlo a seconda delle storie proposte.
È scientificamente provato che le persone che entrano in contatto con le emozioni sono più propense a compiere delle azioni, e questo è interessante soprattutto dal punto di vista commerciale, per cui diventa un input  in più su come far acquistare prodotti. Quale miglior modo per coinvolgere emotivamente un individuo se non raccontargli un bella storia? Altri esempi di storytelling? Approfondiremo…magari lasciaceli per commento…
Autore: Will Sferrati

domenica 5 luglio 2015

Come scrivo...spazio, ambiente e luogo nel testo narrativo

Nella narrazione occorre fare una distinzione tra spazio, ambiente e luogo; apparentemente sinonimi, di fatto indicatori differenti, in base alle esigenze strutturali di costruzione del narrato.

Lo spazio fenomenico è di fatto costituito da tutta una serie di riferimenti ed indizi che delineano i confini della storia; si ricercheranno gli spazi geografici in cui si svolge la vicenda, che possono però anche essere legati allo stato emozionale dei personaggi.

Per quanto riguarda i luoghi invece si distinguono:

luoghi


luoghi


luoghi

luoghi


L'ambiente fa emergere più la funzione della dimensione spaziale:

  • funzione di AMBIENTAZIONE, se inteso come sfondo neutro
  • funzione NARRATIVA, se inteso come proiezione della soggettività del personaggio
  • funzione SIMBOLICA, se inteso come rappresentazione sociale o morale

venerdì 3 luglio 2015

Come scrivo...la struttura del testo narrativo

Il testo narrativo presenta tradizionalmente una struttura canonica all'interno della quale si possono individuare 5 momenti:


  1. SITUAZIONE INIZIALE (incipit)
  1. ROTTURA DELL'EQUILIBRIO
  1. SVILUPPO DELLA STORIA (ARTICOLAZIONE con tensione emotiva Spannung)
  1. RICOMPOSIZIONE DELL'EQUILIBRIO
  1. FINALE (explicit)
struttura del testo narrativo



PROBLEMI COMPOSITIVI: L'INTRECCIO IMPERFETTO


Il problema dell'intreccio imperfetto, quando l'inizio è totalmente differente dal finale, si presenta più o meno visibile in funzione della lunghezza del testo narrativo: un racconto, infatti, manifesterebbe accentuata questa imperfezione compositiva, rispetto ad un testo di ampio respiro, come il romanzo.

Il problema è ovviamente collegato al filo conduttore che dovrebbe sempre legare la situazione iniziale al finale della storia.
Un metodo applicabile, per evitare il problema, potrebbe essere quello della fase di progettazione del testo, che  prevede di partire dal finale di una storia e costruirla a ritroso. 
Non sempre questo metodo risponde all'estro creativo dello scrittore, che si sente libero di spaziare grazie alla propria personalità artistica
Ecco perché, purtroppo, alcune volte, si arriva a creare un'opera che, più che originalità, manifesta incoerenza.


Come scrivo...una storia

Che cos'è una storia? 
La storia presuppone il racconto e, la sua strutturazione, avviene grazie a sequenze di eventi che accadono nel tempo, sono accaduti, sono simili ad eventi accaduti realmente, oppure sono inventati e risultano quindi il frutto della fantasia dello scrittore o del narratore della storia stessa.

storia

LE SEQUENZE

La storia  è scandita in sequenze.
La sequenza è un'unità narrativa che presenta uniformità di contenuto e struttura.
Le sequenze sono di vario tipo ed il loro alternarsi all'interno del racconto determina lo stile e le caratteristiche essenziali del narrato:


  • NARRATIVE è presente l'azione e la storia procede
  • DESCRITTIVE è presente la descrizione di qualsiasi componente della storia
  • DIALOGICHE è presente il dialogo tra i personaggi
  • RIFLESSIVE è presente il giudizio, il pensiero, la riflessione



sequenze
LO SVILUPPO

Lo svolgersi della storia presuppone un tempo:

  • EPOCA (il momento preciso in cui si collocano i fatti)
  • ARCO DI TEMPO (la durata temporale dello svolgersi dei fatti)

LA DURATA

Bisogna inoltre considerare che esistono dei riferimenti temporali che è opportuno prendere in considerazione nella stesura di una storia:
  • IL PERIODO NARRATIVO (il tempo di lettura)
  • IL PERIODO REALE (il tempo reale)

tempo della storia

LE TECNICHE
Le tecniche per variare la durata sono:

  • ANALISI O ESTENSIONE: tempo del racconto più lungo del tempo reale; si ha quando si presentano i pensieri e le riflessioni dei personaggi  
  • ELLISSI: salto di tempo in cui gli eventi non vengono riportati; si tralasciano volutamente per creare variazione temporale
  • SOMMARIO O RIASSUNTO: tempo del racconto più breve di quello reale che costringe a contrazioni nello svolgersi e nel narrare
  • INTERRUZIONE DELLA NARRAZIONE: tempo del racconto fermo perché o si descrive (un ambiente, un personaggio, un oggetto, un animale, ecc.) o si inseriscono giudizi e riflessioni, oppure un momento introspettivo del personaggio
  • SCENA: tempo del racconto coincide con quello della storia e si utilizza il dialogo


mercoledì 1 luglio 2015

Come scrivo...grazie al narratore

Parlare del narratore significa parlare del punto di vista che l'autore ha scelto e che applica in funzione della storia.
Il punto di vista, infatti, ci presenta la visione che ha chi narra dei fatti narrati; un po' come fa il fotografo quando inquadra il soggetto da ritrarre.
Il punto di vista o focalizzazione deve essere ben progettato nella narrazione:

  • FOCALIZZAZIONE INTERNA: il narratore riporta solo il punto di vista del personaggio narrante, la narrazione è interna all'ambiente
  • FOCALIZZAZIONE ESTERNA: il narratore riporta solo quanto osserva dall'esterno; narrazione esterna all'ambiente
  • FOCALIZZAZIONE ZERO (non focalizzato): il narratore è onnisciente, ne sa più di qualsiasi personaggio della storia, riflette e riporta i giudizi, i pensieri, applica una veduta dall'alto.
narratore


martedì 30 giugno 2015

Come scrivo...per raccontare

Il testo narrativo racconta una vicenda che è suddivisa in vari momenti, ambientata in vari luoghi e, soprattutto, focalizzata su dei personaggi attorno ai quali si costruisce la storia.




Per quanto riguarda l'ordine della narrazione, distinguiamo fabula e intreccio:

fabula e intreccio


Le tecniche, narrative  sulla base delle anacronie, che possono essere utilizzate sono:



ANALESSI ( o FLASHBACK):
ripresa di avvenimenti accaduti nel passato e riproposti nel presente


PROLESSI (o ANTICIPAZIONI):
racconto di fatti che avverranno nel futuro


In questo modo lo scrittore genera interesse, stimola il lettore e costruisce in funzione di un climax ad effetto la sua storia.






lunedì 29 giugno 2015

Come scrivo...la descrizione letteraria

Rispetto alla descrizione informativa, quella letteraria deve avere sicuramente una chiave di lettura ed una visuale particolare.
Non si può utilizzare una forma oggettiva e fredda, se non in pochi singoli passaggi.
Rispettando alcune fondamentali regole si potrebbe creare la condizione per cui la descrizione non resti accessoria di un impianto narrativo, ma diventi espressività letteraria di primo piano:

  • usare il linguaggio metaforico: ad esempio con una struttura metonimica che rilevi ed enfatizzi il particolare
  • impostare in funzione di presenze ed assenze in modo tale da trasmettere il punto di vista al lettore nella maniera più chiara possibile
  • richiamare e mettere in luce significati e ricordi
  • costruire sulla base di metafore e paragoni, oppure di unione degli opposti
  • suggerire nel delineare gli elementi, lasciando un alone sottinteso che susciti suggestioni e riflessioni
  • giocare sulle dimensioni in modo tale che gli elementi assumano importanza di conseguenza

descrizione letteraria


domenica 28 giugno 2015

Come scrivo...la descrizione di un ambiente

La descrizione di un ambiente deve necessariamente tener conto di un ordine e degli indicatori logico-spaziali più adatti, ovviamente non trascurando i singoli elementi particolari:


descrizione ambiente




SVILUPPO IN SENSO OGGETTIVO:


  • nome
  • odori
  • rumori
  • profumi
  • descrizione tattile
  • ubicazione
  • materiali
  • parti visibili e non
  • storia (origine)

SVILUPPO IN SENSO SOGGETTIVO:

  • qualità
  • pregi
  • difetti
  • emozioni e sentimenti di chi descrive
  • ricordi
  • confronti
  • sogni, aspettative


Come scrivo...la descrizione di un animale

Descrivere un animale da' origine ad un aspetto interessante nell'ambito del testo descrittivo, in quanto a finalità. 
Spesso ci imbattiamo in situazioni comunicative che ci spingono a formulare testi che rendano chiaramente l'idea dell'animale considerato, ma alcune volte dimentichiamo il riferimento specifico al linguaggio scientifico e settoriale. 
Ignoriamo che le varie parti hanno un riferimento lessicale ben preciso, così pure il verso o le componenti fisiche:

descrizione animale


SVILUPPO IN SENSO OGGETTIVO:

  • nome
  • tipo
  • razza
  • sesso
  • età
  • aspetto (altezza, lunghezza, corporatura,ecc.)
  • storia: origine e provenienza


SVILUPPO IN SENSO SOGGETTIVO:

  • carattere
  • comportamento
  • riflessioni da parte di chi descrive
  • emozioni
  • ricordi

Come scrivo...la descrizione di un oggetto

L'oggetto di solito viene descritto con finalità informative, ma gli elementi da considerare possono essere molteplici e non tutti fanno capo ad una sfera oggettiva:


descrizione oggetto


SVILUPPO IN SENSO OGGETTIVO:

  • nome
  • dimensioni
  • forma
  • colori
  • materiali
  • suoni prodotti
  • profumi
  • sapore
  • come si presenta al tatto
  • uso
  • storia (possesso, tempo di produzione, ecc.)



    SVILUPPO IN SENSO SOGGETTIVO:
    • funzionalità
    • qualità
    • pregi
    • difetti
    • emozioni suscitate
    • giudizi e riflessioni
    • ricordi evocati






    Come scrivo...la descrizione di una persona

    Le regole di base della descrizione valgono anche per quella relativa alle persone, ma ci sono una serie di elementi specifici da considerare:


    descrizione persona


    SVILUPPO IN SENSO OGGETTIVO:


    • nome
    • età
    • sesso
    • aspetto fisico
    • voce
    • abbigliamento
    • livello culturale
    • professione
    • storia e parentele
    • origine


    SVILUPPO IN SENSO SOGGETTIVO:

    • qualità sociali,morali,intellettuali: pregi e difetti
    • atteggiamento,comportamento,carattere
    • reazioni,emozioni,sentimenti
    • sogni,aspettative,progetti 


    Come scrivo...la descrizione

    La descrizione deve sempre essere molto chiara e catturare l'attenzione del lettore.

    FINALITÀ
    Importanza fondamentale riveste la finalità della descrizione e l'osservazione attenta dell'oggetto:


    descrizione


    IL MODO DI DESCRIVERE

    modo soggettivo e oggettivo


    Osservazione attraverso i 5 sensi       Osservazione con i dati derivanti dalla memoria e dai sentimenti
    Indicatori spazio-temporali
    (ordine: in basso, in alto, dietro, di fronte, al centro,...)

    FORMA
    Uso del lessico e sintassi

    lessico e sintassi


    FASI DI SCRITTURA

    1. Pianificazione della descrizione: stabilire finalità e modo
    2. Scelta degli elementi da descrivere
    3. Scelta del lessico e della sintassi




    Come scrivo...un telegramma

    Il telegramma è oramai utilizzato per comunicare in modo rapido ed efficace, ma soprattutto in situazioni ufficiali e burocratiche delle quali si vuole lasciare traccia; il testo deve essere sintetico, ma assolutamente chiaro. Oggi può essere trasmesso presso gli uffici postali, dettato via telefono, on line.

    scrittura


    CARATTERISTICHE DEL TESTO

    Si utilizzano le parole in latino per evitare fraintendimenti: 


    •  etaut e est al posto di "e",

    •  est al posto "è";


    la parola inglese:


    •  stop per il punto.

    sabato 27 giugno 2015

    Come scrivo...una recensione

    La recensione è un testo che commenta e che può avere come oggetto una poesia, un racconto, un romanzo, una canzone, ma anche un film, un'opera lirica o teatrale, uno spettacolo in genere e, nel campo dell'arte, un dipinto, una scultura, un'opera architettonica.

    COME PROCEDERE CON LA STESURA?
    recensione
    LA STRUTTURA DEL TESTO

    testo recensione




    giovedì 21 maggio 2015

    Come scrivo...per grappoli

    Pianificare la fase di scrittura non significa togliere forza al flusso delle idee, ma ricercare i legami logici, strutturati su livelli, che si allacciano in geometria radiale, per cui ogni livello/snodo, può fungere da centro per l'espansione del processo logico-creativo.
    Un aspetto importante è quello di non limitare la quantità di associazioni logiche di primo livello ed assicurarsi sempre che il rapporto di associazione esista realmente e in più casistiche, certo non limitando esclusivamente ad un criterio arbitrario personale...

    mercoledì 20 maggio 2015

    Come scrivo: un'inserzione

    Tendenzialmente si è portati a sottovalutare l'importanza di un'inserzione, perché spesso affidata alla stampa o al web, presenta dei campi fissi da compilare che lasciano veramente ben poco all'elaborazione e alla forma.
    L'importante è fornire riferimenti chiari e corretti in modo tale da instaurare da subito un clima solidale nella potenziale transizione.
    Distinguiamo le inserzioni in
    • annuncio di vendita
    • offerta di lavoro
    • ricerca /acquisto

    Bisogna considerare poi il fatto che stiamo producendo un testo non solo informativo, ma soprattutto persuasivo.

    Quella che interessa maggiormente strutturare adeguatamente è l'annuncio di vendita, soprattutto se quello che si vuole proporre non ha caratteristiche commerciali competitive.
    Attenzione alle formule troppo accattivanti, che all'acquirente esperto potrebbero risultare false o poco credibili.

    Meglio rifarsi al testo pubblicitario e le sue caratteristiche, senza eccedere nell'artefatto.
    Riprendiamo la componente denotativa, che risulta chiara e valida per tutti; occorre inoltre capire che tipo di pubblico vogliamo richiamare e con quali modalità formulare il messaggio in modo tale che risponda immediatamente ad un bisogno concreto.

    Si devono specificare le caratteristiche dell'offerta e i suoi vantaggi, puntando anche su un lessico accattivante ed un registro adeguato al tipo di mercato, al cosiddetto target di riferimento.
    Evitare l'uso di superlativi o comparativi; meglio puntare su di un lessico semplice, senza ambiguità che potrebbero inficiare la convinzione dell'acquirente.

    L'offerta di lavoro deve essere formulata invece sulla base della convinzione che il datore di lavoro dovrebbe scegliere proprio voi fra tanti: per cui puntare sull'originalità, in questo caso potrebbe essere vincente. Siamo sempre nella strutturazione di un testo informativo-persuasivo.

    La ricerca / acquisto, invece, per essere valida, deve poter essere quanto mai precisa ed esauriente, anche nei più piccoli dettagli, per generare dei risultati soddisfacenti in breve tempo: il fattore- qualità di un'inserzione che riguarda la ricerca è farsi comprendere da un pubblico vasto e spesso generico.



    Come scrivo: una e-mail

    La posta elettronica è ormai un sistema quotidianamente usato, ma chi sa come impostare correttamente una e-mail?
    Si presenta innanzitutto come una forma particolare di lettera e può essere impostata sia come lettera personale  che come lettera formale, anche se è molto più pratica per la compilazione delle varie sezioni.

    Esistono programmi di posta elettronica che presentano un'interfaccia friendly, che permette l'inserimento dei vari campi per la gestione dei dati di invio (mittente, destinatario e rubrica apposita).

    Sul piano testuale dobbiamo considerare innanzitutto l'oggetto, ossia il contenuto che deve essere indicato in forma sintetica e chiara (ad esempio: OGGETTO: richiesta info); l'inizio ovviamente recherà tutte le formule di apertura simili alla lettera, a seconda del grado di formalità della comunicazione.
    Riguardo il contenuto è bene adottare il cosiddetto sistema della piramide invertita (partire dal punto focale, per poi proporre approfondimenti.

    STRUTTURA DEL TESTO A PIRAMIDE INVERTITA:


    Caratteristiche:

    • brevità
    • ordine
    La firma nella formale è rigorosamente con nome e cognome.
    Gli allegati consentono la gestione di testi, immagini, dei quali è necessario controllare i formati e la dimensione.

    Una forma di educazione impone sempre la risposta, anche se concisa.
    Sembra doveroso inoltre ricordare che l'uso delle maiuscole per singole parole o intere frasi, equivale ad un urlo e che lo stile impone l'essenzialità e la chiarezza.

    Come scrivo: il verbale

    Il verbale è un resoconto ufficiale con finalità precise:

    • informare
    • ricordare
    • attestare
    Lo schema fisso del testo può essere utilizzato in vari contesti ( Consigli, Amministrazioni, Assemblee, ecc.):


    Si raccomanda la numerazione progressiva delle sedute e l'intestazione recante l'organo che si riunisce. 
    Si riporta a titolo esemplificativo uno schema di verbale da poter riutilizzare ed adattare alle proprie esigenze:

    CONSIGLIO.../ASSEMBLEA...

    Verbale n.1 del ...[data]

    Oggi, 00/00/0000, alle ore 00.00, si riunisce.....nel.... [luogo], presidente...., funge da segretario..., per discutere i seguenti punti  all'O.d.G.:
    ........
    Sono presenti....
    sono assenti......
    Si procede alla lettura e discussione....

    Esauriti tutti i punti all'O.d.G., la seduta è tolta alle ore 00.00

    Il Segretario                                                       Il Presidente      




    Una questione di stile...

    Di solito, per mantenere un maggiore distacco, nel linguaggio si usa la forma impersonale oppure la terza persona, evitando totalmente la prima persona singolare, più usata nel colloquiale-confidenziale.

    Un esempio concreto chiarisce sicuramente meglio la risultanza espressiva e stilistica:


    Come scrivo: la lettera formale?

    Un testo finalizzato a comunicare con destinatari non familiari prevede una strutturazione particolare, la cui difficoltà spesso sta nel gestire tutta una serie di abbreviazioni, che si riescono a gestire facilmente in videoscrittura; più difficile ne risulta quella cartacea a cui si può facilmente sopperire con un buon manuale, magari anche con traduzione inglese (in rete ce ne sono tanti reperibili gratuitamente).
    In questo caso è importante il tipo di rapporto che intercorre con il destinatario, che può essere di tipo:
    • lavorativo
    • professionale
    • burocratico
    per cui parliamo di:
    • lettera commerciale
    • lettera di assunzione/presentazione
    • lettera burocratica
    • lettera circolare
    SCHEMA COMPOSITIVO:
    Tra le caratteristiche più importanti c'è il distacco e l'impersonalità, l'uso del Lei se ci si rivolge alla singola persona, del Voi al plurale (scritti sempre con l'iniziale maiuscola) e le già ricordate abbreviazioni.

    Trovare il centro...

    Un'importante regola compositiva è quella di trovare un centro, attorno a cui organizzare tutta la struttura del testo. 
    Il contenuto concettuale, che fa emergere il tema centrale, deve poter far individuare e ricavare i singoli particolari, tradotti e sviluppati attraverso la propria interpretazione o punto di vista, e rivolti a far emergere l'ideologia di fondo che sottende la struttura.


    Semplificazione anglosassone: show, don't tell

    Una buona regola, variamente applicabile, ci viene fornita dalla tecnica di scrittura cinematografica, che prevede un criterio basato sul concetto del "mostrare e non raccontare".
    Il principio è quello di non utilizzare troppe descrizioni o spiegazioni, ma di lasciare che prevalgano le azioni.
    In conclusione, "scrivere con gli occhi" e non con dei giudizi, con delle osservazioni, con delle interpretazioni.


    Sinossi...quando e come usarla?

    La sinossi permette una più agevole gestione del contenuto e, spesso, si può anche utilizzare preventivamente, in fase di pre-scrittura, allo scopo di ottenere uno schema più dettagliato del contenuto del testo.

    Ma come riassumere?

    La prima regola è sicuramente legata al contenuto, che deve mantenere le informazioni di base del testo, senza eccedere nei particolari, e deve poter fare risalire al testo originale, senza difficoltà ricostruttive.


    E se il testo avesse confini?...

    Delimitare un testo non vuol dire solo utilizzare delle regole ortografiche ben precise...
    Il testo ha confini fisici, concreti che vanno applicati in base a criteri compositivi e finalità comunicative precise. Alcuni esempi:
    Le formule di apertura, la titolatura, così come quelle di chiusura, di congedo, racchiudono la struttura, il contenuto e ne permettono l'ampliarsi a seconda dell'unitarietà, dell'organicità e della completezza, funzionali alla finalità espressiva, che deve essere sempre chiara e precisa.

    Come lo scrivo?

    Nel mondo del preconfezionato, come si affronta la difficoltà della scrittura, nel momento in cui abbiamo bisogno di esprimerci in modo adeguato e funzionale?
    Il problema principale risulta essere come scrivere e non solo cosa scrivere!

    Un testo che si rispetti deve risultare:
    • completo, esauriente
    • coerente, ordinato
    • coeso, con una struttura compatta
    • legato alla situazione (con riferimento al destinatario ed alle finalità)
    Potrebbe sembrare scontato, ma troppo spesso ci affidiamo allo spazio bianco e alla nostra inventiva e fantasia, mortificando la tecnica espressiva...studiata...